Attività congressuali

ATTIVITA’ CONGRESSUALI

La relazione di seguito riportata è stata presentata dall’infermiere Stefano Rossi nei congressi organizzati dall’ IPASVI ordine degli infermieri Milano-Lodi, sul tema delle attivita’ infermieristiche in regime libero professionale. La relazione è rivolta soprattutto ai colleghi infermieri che intendono intraprendere l’esercizio libero professionale, ai quali ci auguriamo di fornire spunti utili allo sviluppo professionale.

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IPASVI Milano-Lodi
L’ASSISTENZA INFERMIERISTICA IN REGIME LIBERO PROFESSIONALE:
responsabilità, competenze, modelli organizzativi
Milano, 12 giugno 2004
Aula Magna Università degli Studi di Milano

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IPASVI Milano-Lodi
L’ASSISTENZA INFERMIERISTICA IN REGIME LIBERO PROFESSIONALE:
responsabilità, competenze, modelli organizzativi
Lodi, 19 maggio 2006
Parco Tecnologico Padano
Con il patrocinio:

Provincia di Comune di Azienda Ospedaliera Azienda Sanitaria
Lodi Lodi Provincia di Lodi Provincia di Lodi

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L’ASSISTENZA INFERMIERISTICA IN REGIME LIBERO PROFESSIONALE:
-COMPETENZE -MODELLI ORGANIZZATIVI -RESPONSABILITA’

RELAZIONE :
Stefano A. Rossi
L’ infermiere libero professionale nelle sue più frequenti espressioni:
l’attività individuale

Della mia esperienza Infermieristica vissuta in regime libero professionale, vorrei raccontarvi non solo delle modalità e delle caratteristiche del servizio, ma vorre soffermarmi anche sulle interpretazioni che ho dato ai: bisogni di salute e alle necessità del medico collaboratore.

Vorrei trasmettere il mio vissuto come sono arrivato fin qui e come intendo procedere, perché è proprio in questo percorso che ho affrontato situazioni che coinvolgono tutti i professionisti che si impegnano in forma autonoma.

Per un libero professionista è essenziale circondarsi di altre figure professionali. E’ di primaria importanza, ad esempio, avvalersi dell’assistenza del commercialista di fiducia (meglio se pratico in campo sanitario) a cui fare riferimento per l’adempimento di tutti gli obblighi fiscali, ma valido anche per le molte altre questioni di tipo normativo. Ancora oggi, infatti, mi trovo ad affrontare non solo tematiche di tipo sanitario, ma anche di tipo fiscale, legislativo, di gestione ed organizzazione, di responsabilità oltre ad aver dovuto migliorare le capacità di relazione con più tipologie di interlocutori, di sviluppare un senso di inventiva imprenditoriale e capacità di vendita.

Con la speranza di offrire validi riferimenti o nuovi spunti agli “addetti ai lavori”, per sintesi e comodità espositiva, divido in punti le argomentazioni che più ritengo determinanti nella mia evoluzione.

1°, per maturare una piena consapevolezza, è doveroso comprendere il significato di “libero professionista”.

Innanzitutto il significato meno generico del termine professione si riferisce all’esercizio di una attività ordinaria e fissa con la componente intellettuale che prevale su quella materiale, la quale è condizionata dal possesso da parte del professionista di particolari requisiti.

In particolare, il termine libero professionista è riferibile a chi esercita una professione in forma indipendente; esso indica infatti la particolare natura dell’attività, caratterizzata dall’autonomia del singolo professionista, dalla libertà di esplicazione delle proprie capacità e del proprio giudizio e dall’auto discriminazione nella scelta dei mezzi e comportamenti tecnici per la realizzazione dell’oggetto del contratto.

Pertanto, per chi esercita in forma autonoma, è fondamentale interpretare profondamente la professione, in quanto è condizione indispensabile per operare nella pienezza delle facoltà che da essa derivano.

La legislazione ha in questi anni definitivamente concluso la dimensione e lo spessore in essere della nostra professione, permettendo all’Infermiere di evolversi con competenza specialistica in ambiti anche differenti tra loro, consentendogli quindi di proporsi sul libero mercato offrendo al cliente/utente prestazioni professionali fortemente personalizzate. Potrei così schematizzare le aree in cui ritengo possibile realizzare prestazioni professionali INEDITE e di possibile ampio uso e consumo.

Esse sono:

assistenziale – pianificazione, attuazione e valutazione dell’assistenza infermieristica
terapeutica
educativa
di prevenzione
gestionale
di consulenza
di formazione del personale
di sviluppo della pratica infermieristica attraverso il pensiero critico e la ricerca.

2° importante passo, è stato capire il contesto in cui mi sarei inserito. Pertanto è stato necessario conoscere le dinamiche sanitarie, proprie del nostro territorio, iniziando ad estrapolare importanti informazioni dal piano sanitario nazionale e regionale, per continuare promuovendo una maggiore collaborazione con colleghi ed altri professionisti coinvolti a più livelli nell’organizzazione dei servizi sanitari. Il terreno di fondo in cui tutti i professionisti si muovono è il mercato sanitario. Questo ha peculiarità che lo distinguono dagli altri mercati economici, tra le quali ritengo particolarmente rilevanti le seguenti:

Il terreno di fondo in cui tutti i professionisti si muovono è il mercato sanitario. Questo ha peculiarità che lo distinguono dagli altri mercati economici, tra le quali ritengo particolarmente rilevanti le seguenti:
Asimmetria informativa tra utente e professionista erogatore
Difficoltà della definizione di qualità delle prestazioni, in quanto il consumatore non è in grado di valutarne direttamente le qualità (Clerico 1998), (Chalkley e Malcomson 1998B)
Intervento dell’autorità pubblica nel mercato (Stato e Collegio) per tutelare il consumatore-utente ponendo degli obblighi ai professionisti, quali: iscrizione all’albo, attestazione delle specialità conseguite e, in ambito del SSN l’accreditamento di strutture e servizi impone ai professionisti l’obbligo di rispettare alcuni standard produttivi.

3° e molto più impegnativa questione è stata quella di identificare un problema, analizzarlo e trovare soluzioni operative che caratterizzassero in maniera unica il mio servizio.
Inizialmente, durante gli anni come infermiere-strumentista dipendente in una struttura privata-convenzionata di Milano, rilevai una serie di problematiche ricorrenti (ad es. : la non corretta preparazione dell’operando, la non completezza della documentazione, la difficoltà da parte del medico nel adempiere la propria scelta chirurga, ecc…). Successivamente ne identificai le cause costituite da discontinuità assistenziale e segmentazione del rapporto col servizio sanitario, talvolta riscontrabili anche nell’iter sanitario della persona che decideva di comprare per se’ le cure ritenute migliori.

In seguito, iniziata la mia attività libero professionale, cercai di realizzare un servizio a misura del cliente (utente-paziente / equipe medica) adottando nella pratica nuovi strumenti, alcuni di tipo informatico. Ad esempio: dedicai particolare attenzione ai processi di preparazione ed educazione al ricovero ed all’intervento chirurgico. Identificati alcune tipologie di casi, preparai alcuni piani d’intervento. Progettai dei processi educativi identificando la tipologia delle nozioni (generiche e specifiche), i tempi in cui intervenire ( il giorno della visita, l’ attesa, i giorni pre-ricovero), le modalità di comunicazione, gli strumenti per informare/educare (supporti cartacei , informatici, realizzazione di video esemplificativi), la disponibilità di un numero telefonico per ogni dubbio/eventualità.

4° infine, come quarto ed ultimo punto, si pose la problematica di proporre il servizio facendo in modo che si presentasse come efficace strumento.
Non nego che esista ancora difficoltà divulgativa del mio servizio, poiché in ambito sanitario la pubblicizzazione dei servizi è molto restrittiva. In aggiunta, la persistente diffusa poca considerazione della nostra professione anche da parte di alcuni collaboratori sanitari, fanno sì che spesso si creda nella non adeguatezza della nostra figura riguardo la realizzazione di servizi altamente specializzati.
Con opera meticolosa e assidua, sono comunque riuscito a far testare in più di un caso i principi e le modalità operative che ho studiato per l’equipe chirurgica.
Oggi ho consolidato rapporti professionali con 2 equipe chirurgiche e, in ambiti differenti, con delle Day Surgery e con società di servizi sanitari.

CONCLUDENDO
Oggi, chi come me intende intraprendere questo cammino, è anche responsabile dei percorsi professionali che verranno a formarsi.
Essere libero professionista non vuol dire fare fatica a guadagnare lo stipendio lo stipendio, significa invece accettare una difficile sfida ed essere consci delle responsabilità assunte verso il cliente, la società, la professione e anche verso lo stato.
Infine, spero vivamente che tutti voi possiate trovare, in quanto ho spiegato, lo spunto per iniziare una nuova, proficua carriera di “libero professionista”.